19 maggio 2012          Accedi 
it-ITen-US
 
 
 
Home
 
 
 
Consorzio
 
 
 
Soci
 
 
 
Fornitori
 
 
 
Servizi
 
 
 
News
 
 
 
Eventi
 
 
Novità per l'avviamento di pubblici esercizi   
Novità per l'avviamento di pubblici esercizi
Novità per lavviamento di pubblici esercizi     Novità per l'avviamento di pubblici esercizi
Pubblicato da Davide Mascaretti in data 21/05/2010
La direttiva servizi che il Consiglio dei Ministri ha licenziato a marzo 2010 uniforma e liberalizza le regole per l'apertura di negozi, attività commerciali e pubblici esercizi.

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto di recepimento della direttiva servizi n. 123 del 12.12.2006 relativa ai servizi sul mercato interno, con le correzioni e i suggerimenti del Parlamento e delle Regioni. Conseguentemente, per chi volesse avviare un nuovo pubblico esercizio, basterà presentare allo sportello unico - o in assenza alla camera di commercio - una dichiarazione di inizio attività (DIA).

Faranno eccezione i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc...) che non abbiano una clientela predefinita per i quali è previsto ancora un regime autorizzatorio, sia pure mitigato dal silenzio-assenso e dal termine ristretto dei 60 giorni. Per queste attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, i sindaci, aboliti i parametri economici, potranno negare il via libera solo per salvaguardare zone di pregio artistico, storico, architettonico, e davanti al rischio che ulteriori flussi di clienti peggiorino le condizioni di vita dei residenti, in termini di vivibilità e mobilità. Vengono pertanto esclusi criteri di selezione legati contingentamenti numerici degli esercizi condizionati dal reddito della popolazione residente o fluttuante.

Per le strutture che hanno una clientela "predefinita" (basti pensare ai bar e ristoranti aperti in stazioni ferroviarie, autostrade, circoli privati) si passerà invece alla sopracitata DIA. Novità anche per le attività degli ambulanti per i quali sarà necessario ottenere sempre l'autorizzazione comunale, che potrà essere negata però solo per questioni non strettamente economiche, bensì legate a fattori di "sostenibilità ambientale e sociale".

print




 
Le altre News Recenti

 
  Copyright 2009 by CDA Consorzio Distributori Alimentari | p.iva 02426950966 |   Condizioni d'uso  Informativa sulla Privacy