Notizie Ufficiali

rss

Intervista CDA: Andrea Ragozzino

Intervista CDA: Andrea Ragozzino

Il direttore amministrativo dell'azienda piacentina di distribuzione punta sulla formazione e sulla tecnologia. "Dovremo adattarci a un nuovo modo di lavorare e di rapportarsi con il cliente".

Chiusure e restrizioni dovute alla pandemia hanno mescolato pesantemente le carte in tavola in tanti settori produttivi, tra cui l’horeca. In attesa di una ripartenza totale, la filiera del ‘fuori casa’ – che riunisce produttori, distributori e pubblici esercizi – è al lavoro proprio per assorbire al meglio i cambiamenti provocati dal contesto globale.

Come spiega anche Andrea Ragozzino, socio e direttore amministrativo di Meazza Srl, azienda piacentina di distribuzione bevande, che analizza così gli ultimi mesi: “Il 2020 si è concluso male, visto che da ottobre il lavoro ha subito un’altra battuta d’arresto. L’estate ci aveva illusi di poter tornare a una sorta di normalità, considerato che le località turistiche registravano il tutto esaurito. Nessuno - prosegue - si aspettava quindi una fine d’anno così negativa, sia sotto il punto di vista del morale che quello economico”.

Una nuova frenata che ha costretto quindi imprese e lavoratori a ripensare ulteriormente strutture e flussi. “Noi abbiamo riorganizzato il magazzino rendendolo più snello e funzionale. Abbiamo tre specialist, dedicati a birra, vino e spirits, che abbiamo sfruttato per inserire in modo mirato nuove referenze e per fare formazione ai clienti che lo richiedevano. Abbiamo utilizzato il periodo di ‘calma’ per lavorare in questa direzione”, sottolinea Ragozzino, indicando nella formazione una delle soluzioni principali per affrontare con più fiducia il futuro.

“A ogni nuova acquisizione di cliente diamo in omaggio ore di formazione. – spiega il direttore amministrativo di Meazza Bevande –. Sia ad ampio spettro, sia dedicata al settore di riferimento”. Supporto che per i punti di consumo non è mai stato così importante, se si pensa ai mutamenti in corso dovuti alle restrizioni causate dalla pandemia e ai cambiamenti nelle abitudini delle persone. “Con la clientela, oltre che fornitori di merce e servizi, bisogna essere psicologi. – afferma Ragozzino –. La gente non vede la luce in fondo al tunnel, è arrabbiata, stressata. Il nostro obiettivo è tenere alto il morale dei clienti stimolandoli, consigliando di cambiare la loro propositività, di fare menu dedicati, aprirsi al delivery. Lavorare in modo diverso da come hanno sempre fatto. I consumi sono cambiati, dunque è necessario lavorare diversamente. Con la formazione cerchiamo quindi di rendere più performante il punto vendita”.

Come però assimilare al meglio questo cambio di prospettiva? Per l’azienda piacentina è fondamentale credere nella propria realtà imprenditoriale e investire nel futuro. Sotto diversi aspetti: “Considerando che la congiuntura economica non è molto diversa per ora da quella del 2020, un imprenditore deve ripartire credendo fortemente nella propria azienda. Oltre alla formazione noi stiamo facendo investimenti in tecnologia e software. Senza dimenticare quanto fatto dal consorzio Cda che si è adoperato nel periodo di pandemia con webinar tematici per supportare e aiutare noi soci”.

L’approccio al futuro deve essere quindi positivo e propositivo. “Dobbiamo farlo per noi e per i nostri collaboratori - precisa Ragozzino -. Siamo convinti che alla ripresa ci sarà un boom, come avvenuto quest’estate, anche se le occasioni di consumo magari saranno più limitate o diverse. Sta cambiando il modo di consumare e noi dobbiamo farci trovare pronti”.



Commenti chiusi.