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Intervista CDA: Nicola Mauri

Intervista CDA: Nicola Mauri

Per l’imprenditore lombardo di Vinicola Mauri la ripresa passa anche da supporto agli agenti e da offerte mirate ai singoli punti vendita. Bene il rapporto con il mondo produttivo nei mesi di lockdown.

Un anno difficile per tutto il settore dell'Horeca, un anno di riflessioni e lavoro intenso per essere pronti ai cambiamenti che la ripartenza porterà con sé. Nicola Mauri, imprenditore a capo di Vinicola Mauri, azienda lombarda di distribuzione beverage nel canale “fuori casa”, racconta problemi e gestione della crisi provocata dalla pandemia.

Inevitabile cominciare dai punti di consumo, i clienti del mondo distributivo che stanno vivendo mesi complicati sotto tanti aspetti. “Dopo un anno di queste limitazioni dell'operatività e di chiusura per parecchie settimane, il bilancio è decisamente tragico. – afferma Nicola Mauri – L'iniezione di liquidità erogata per la ristorazione è stata insufficiente e inefficace, non c'è stata alcuna riforma per ricostruire il commercio e soprattutto non ci sono state agevolazioni per quanto riguarda l'occupazione. Non si è fatta formazione ed educazione dell'esercente in campo economico finanziario”. L’imprenditore sottolinea come abbiano pesato molto anche i mancati interventi su tassazione e contribuzioni previdenziali e sugli spostamenti negli affitti.

Ma quali sono state le principali richieste di supporto e aiuto da parte dei punti vendita? Dal ritiro della merce ai piani di rientro, il lavoro è stato impegnativo, come spiega Mauri: “C'è stata sicuramente una maggior frequenza delle consegne con importi decisamente minimi rispetto a prima. Poi la richiesta di ritiro di merce scaduta, la dilazione dei pagamenti, un maggior controllo e confronto da parte del punto vendita con le offerte della concorrenza, che ha comportato senz'altro una riduzione dei margini”. Per l’imprenditore l'altro grosso problema è rappresentato dalle parecchie richieste di piani di rientro: “Perché una volta fatto poi andava ridiscusso perché il locale era ancora chiuso, e questo è avvenuto più volte, comportando molte difficoltà. Dover ridiscutere oltre 2mila piani di rientro non è facile”. Al quadro emerso, Mauri aggiunge anche l’impegno maggiore per la manutenzione degli impianti della birra alla spina, perché avendo consumi così bassi si è reso necessario un passaggio più frequente del tecnico, e il blocco degli sconti anticipati erogati che pesano parecchio nei fatturati.

In questo scenario un ruolo decisivo lo gioca anche il mondo produttivo, terzo grande protagonista dell’Horeca insieme a punti vendita e distributori. L’imprenditore si dice soddisfatto del supporto ricevuto dai produttori: “Secondo me sono stati corretti. Ci hanno aiutato molto, sono stati efficienti e disponibili per il ritiro della merce scaduta, perché sono importi davvero notevoli. Quasi tutti hanno dato la loro disponibilità e chi non l’ha data ha fornito comunque dei contributi”. Un aiuto anche a livello formativo e in un periodo privo di certezze. “Molti hanno fatto una serie di webinar con le strategie commerciali per far conoscere i loro prodotti e corsi di formazione per la rete vendita. – spiega Mauri – Tutti molto efficienti, tenendo anche conto che si chiudeva e non si sapeva quando si riapriva. E rimettere in funzione una catena produttiva senza date certe non è per niente facile”.

Difficile prevedere quando con precisione, ma una ripartenza ci sarà. L’azienda lombarda sta lavorando per essere ancora più pronta sotto due fronti in particolare: specializzazione e ottimizzazione. “Stiamo cercando di specializzarci di più con delle specificità commerciali e continuiamo a dare supporto agli agenti, una figura che non vogliamo assolutamente sostituire perché per noi è senza dubbio indispensabile. Cerchiamo di avere un back office più efficiente con offerte mirate ai bisogni dei singoli punti vendita e vorremmo avere una distribuzione più integrale e interregionale più ampia, perché noi a differenza degli altri abbiamo il vuoto a rendere che comporta costi aggiuntivi”.

L’imprenditore lombardo sottolinea poi come Vinicola Mauri stia lavorando su sistemi che permettano di allargare la quantità dei prodotti e altri che consentano di ottimizzare i costi di pianificazione per gli itinerari: “Impostare una sequenza delle consegne ci rende più efficienti e ci permette quindi di risparmiare, perché per noi mediamente il costo della logistica e del movimento incide tra 10 e 12%”. Un lavoro in ottica futura iniziato già in questi mesi difficili, come dimostra anche quanto è stato fatto dall’azienda nei confronti degli autisti con patente C: “Abbiamo chiesto della liquidità in banca e fatto un accordo sindacale per cui se avessero avuto bisogno avremmo potuto fare dei prestiti temporanei. Un modo per essere d’aiuto a loro e tutelare l’azienda sul fronte di una figura professionale molto richiesta”, conclude Mauri.



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