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La ripartenza c’è, ma non mancano le difficoltà.

La ripartenza c’è, ma non mancano le difficoltà.

Per il Direttore del Consorzio di distributori di bevande il vero banco di prova per tutto il "fuori casa" sarà l’autunno.

I numeri positivi della ripartenza, le difficoltà pratiche dell’horeca, i problemi pregressi del mondo della distribuzione di bevande. Dopo la fine di gran parte delle restrizioni dovute alla pandemia e l’inizio dell’estate, Lucio Roncoroni, direttore del consorzio di distributori Cda - associazione di imprese che con 100 soci serve 83mila pubblici esercizi - fa il punto della situazione per quanto riguarda il mondo del fuori casa e nello specifico dei grossisti di bevande. Ad emergere è un quadro fatto di luci e ombre, ma che in questa fase vive di grande entusiasmo.

“Fratelli d’Italia, l’Italia se desta… È tempo di inni e di grande socialità. - sottolinea Roncoroni - Gli italiani si sono ritrovati e riuniti intorno alla bandiera. Abbiamo riscoperto la socialità e lo spirito di appartenenza al tricolore. La tanto sospirata ripartenza c’è stata, ci si è riappropriati della libertà perduta durante i lunghi mesi di restrizione generati dalla pandemia, e con l’aperitivo, una birra e la nazionale di calcio, ritorniamo a cantare tutti insieme l’inno di Mameli”. Quel canto degli italiani che lo scorso anno, durante il primo lockdown, veniva intonato dalle finestre in ben altra situazione.

Un momento positivo dunque, che permette di essere fiduciosi per il futuro, ma che non mette la parola fine alle difficoltà provocate dalla pandemia. Per il manager, il capitolo resta ancora aperto per tutto il settore horeca: una lezione da tener bene a mente.

L’ottimismo della ripresa: i primi numeri

La fine delle restrizioni ha portato una ventata d’ottimismo e anche i primi riscontri numerici sembrano confermarlo. Come sottolinea anche Roncoroni: “La ripartenza ce la siamo meritata e ce la stiamo godendo tutta. I locali sono tutti aperti, i consumi di beverage volano e il clima metereologico, tanto importante nel nostro mondo, è da considerare straordinario. Ripartenza, clima e voglia di libertà e vacanze sono un mix che almeno per il momento giustifica i numeri che si stanno ottenendo”.

I dati, appunto. Nel periodo gennaio-giugno 2021, rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente, crescono tutte le categorie di prodotto. Gli aperitivi alcolici registrano un importante +59%, mentre per i superalcolici la crescita è del 6,7%. Bene il vino, che segna +70% per quanto riguarda le bollicine e +19% nel formato bottiglia da 0,75 cl. La birra chiude invece il primo semestre dell’anno con una crescita del 7% rispetto al 2020.

Il dato maggiormente significativo è quello che riguarda il numero di clienti serviti, sottolinea il direttore del consorzio Cda: “Nel 2019 servivamo circa 60mila partite Iva a livello Italia, nel corso del 2021 abbiamo raggiunto lo stesso numero: +0,11% in numerica. Segnale che tutti stanno cercando di continuare a lavorare. Sono dati importanti se consideriamo il fermo quasi completo dei locali da marzo a maggio nel 2020 e da gennaio a maggio nel 2021”.

Ma se il 2020 è un anno da non considerare, o quasi, il confronto con il 2019 ancora non regge. Roncoroni spiega: “Non regge perché non si è ancora concluso il 2021 e a parte l’entusiasmo di questi ultimi due mesi di grande fermento, quello sul quale ci dovremo confrontare sarà l’autunno. Ma siamo e vogliamo essere ottimisti e credere che tutto andrà per il meglio”.

Consegne, personale e conti: le difficoltà del fuori casa

Nonostante gli aspetti positivi del periodo di ripartenza, i distributori di bevande e l’horeca in generale cominciano a registrare una serie di difficoltà. Ombre che si concentrano soprattutto negli ambiti di consegne e ricerca del personale. “Ci sono problemi nella consegna dei prodotti: mancano i trasportatori, non si trovano autisti e questo vale per la produzione ma anche per la distribuzione. - sottolinea Lucio Roncoroni - I locali lamentano la mancanza di personale sia stabile che stagionale: trovare un cameriere o un cuoco è diventata impresa difficile, non si trova disponibilità, figuriamoci professionalità. E manca personale di vendita per la gestione della clientela”.

A queste difficoltà si affiancano ovviamente i problemi di tipo economico. “Si cominciano a chiudere i conti con il 2020. Se prima, vendite e conto economico non reggevano, importanti segnali di preoccupazione arrivano dagli stati patrimoniali delle aziende, e te lo insegnano a scuola, un’azienda non fallisce per un conto economico in bilico ma per un patrimoniale messo male sì”, afferma il direttore del consorzio Cda.

“Stiamo registrando un aumento dei prezzi delle consumazioni non giustificabili se non dal disperato tentativo di riprendersi il ‘malloppo’ dopo mesi di sofferenza”, aggiunge Lucio Roncoroni, che avverte: “Il rischio che corriamo nel medio periodo è che l’entusiasmo e la voglia di consumo degli italiani che stiamo vivendo in questi giorni possano lasciare il posto a una contrazione dei consumi per mancanza di denaro per poter continuare a sostenere la ‘festa’. Qualcuno mi ha detto una volta una grande verità: il problema non è mai quanto si spende, ma quanto si guadagna”. Per il direttore del consorzio di distributori la preoccupazione è che tutti possano continuare a guadagnare e soprattutto che il mercato del lavoro non riservi spiacevoli sorprese con l’arrivo dell’autunno.

Distributori, la vera ripartenza passa dall’unione delle forze

Lucio Roncoroni si sofferma poi sulla situazione della categoria rappresentata dal consorzio Cda. Per il manager il momento positivo non deve far dimenticare al mondo della distribuzione di bevande la lezione impartita dall’emergenza seguita alla pandemia.

“Stiamo assistendo ad un lento, ma speriamo non inesorabile, declino di ogni forma di rappresentatività della categoria dei distributori di bevande. - sottolinea Roncoroni - L’invisibilità tanto declamata della categoria nel periodo più buio della crisi pandemica non è riuscita a mettere d’accordo gli attori principali della filiera: i consorzi. Se è vero che l’unione fa la forza, questa regola non vale nel mondo della distribuzione all’ingrosso di bevande”.

“Per il momento godiamoci questa tanto sospirata ripartenza, ce lo meritiamo tutti ma che la stessa non sia solo una sbornia dalla quale doverci riprendere, bensì un momento che non ci faccia dimenticare l’onda lunga degli effetti economici della pandemia. La resilienza e la caparbietà dei nostri imprenditori è e sarà l’unico punto vero di ripartenza e con noi, insieme a noi, anche quella di tutti i clienti che continueremo ad affiancare ed a sostenere”, conclude il direttore del consorzio Cda.



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